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L’identità italiana: alcune osservazioni di Ernesto Galli della Loggia

Che significato può avere oggi l’espressione ‘sentirsi italiani’? Per affrontare il tema, lo storico Ernesto Galli Della Loggia () comincia da lontano.

Nel saggio intitolato L’identità italiana (Il Mulino, Bologna, 2010), Ernesto Galli Della Loggia affronta la questione dell’identità nazionale prendendo le mosse da aspetti della storia del nostro Paese, che l’autore vede legati alla geografia: braccio mediterraneo dell’Europa continentale, la penisola italiana permise non solo la penetrazione e lo stanziamento di gruppi non autoctoni, ma anche la comunicazione e i traffici con altre sponde mediterranee; in particolare, l’inclinazione levantina della penisola la predispose ad accogliere quanto proveniva da Oriente. La geografia gioca un ruolo fondamentale anche nella fortuna che l’Italia ebbe presso gli stranieri: la varietà dei climi e dei paesaggi, unita all’estensione della fascia costiera, anch’essa variegata e cangiante, la rendono unica nel continente e perciò mèta ambita dai viaggiatori.

A questa ricchezza, e all’immagine di giardino così diffusa fuori dai nostri confini, fa però riscontro una fondamentale povertà del Paese: povertà agricola in primo luogo – il territorio è inadatto alle grandi coltivazioni e, ad eccezione della Pianura Padana nel settentrione, presenta in maggioranza zone aride o paludose.

La povertà è inoltre un elemento costituente della nostra eredità sociale: abbraccia tanto il disagio secolare della classe contadina –gli afflitti, i diseredati, i grandi esclusi della Storia– quanto l’aspetto spirituale dell’esperienza umana, che la nostra tradizione, e non solo quella popolare, porta al suo interno: si ricorda a questo proposito la figura di S. Francesco di Assisi e il movimento da lui fondato nel XIII secolo, con i suoi richiami ad uno stile di vita umile e per l’appunto ‘povero’, improntato alla fede e alla carità cristiane nonché alla fratellanza umana e alla rinuncia al mondo materiale. 

Apertura, permeabilità a nuove culture -spesso innestatesi a mezzo di invasioni ed occupazioni-, povertà ed umiltà, quindi, come fattori intrinsechi del nostro carattere nazionale.

Ma vi è dell’altro. Secondo Galli della Loggia, due sono i fenomeni che hanno largamente influito sulla formazione dell’identità italiana: la civiltà romana e il cattolicesimo. (continua)

Province dell’impero romano nel 240 AD

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