Progetta un sito come questo con WordPress.com
Crea il tuo sito

Questioni di “italianità”: Petrarca, Machiavelli, Alfieri (2)

La ricerca di una tradizione. Così tre intellettuali contribuirono a forgiare l’idea di un’identità nazionale.

Del resto, se il testo di Alfieri, scritto alla fine del ‘700, rende omaggio al grande pensatore cinquecentesco, anche Machiavelli sulla pagina si mostra debitore di un antecedente illustre: qualcuno infatti aveva già parlato della necessità di liberare la penisola dagli invasori, e costui era Francesco Petrarca.

Nell’Italia del ‘300, il progetto unitario non esiste ancora, ma il sentimento nazionale è in qualche modo presente: la canzone politica All’Italia, scritta da Petrarca probabilmente nel 1344-45, comincia con l’accorata invocazione Italia mia, e prosegue argomentando che la patria è oggetto della violenza straniera: il ‘barbarico sangue’, vi si dice riferendosi alle armate tedesche. Nel discorso, l’immagine delle ferite presenti viene contrapposta alla passata grandezza, coagulante di un’italianità la cui esistenza si vuole legittimare e difendere.

Tanto nei temi quanto nel lessico i tre scrittori compiono scelte simili: per Petrarca si tratta di ‘piaghe mortali’ nonché di ‘Latin sangue gentile’, ‘vertù’, e ‘antiquo valore’. Machiavelli fa riferimento a un’Italia ‘rimasa sanza vita’ in attesa di qualcuno ‘che sani le sue ferite’, e insiste sulla ‘virtù grande’ degli italiani. Alfieri da parte sua ricorda una penisola che ‘prima conquistava con l’armi quasi tutto il rimanente del mondo allora conosciuto’, ed ora è invece ‘stanca, vecchia, battuta, avvilita’. Ma anche per lui l’italianità continua ad essere portatrice di virtù, “quella tal cosa, pià ch’altra, cui il molto laudarla, lo insegnarla, amarla, sperarla, e volerla, la fanno pur essere.” Se si insiste abbastanza, insomma, le cose finiscono per esistere.

I tre letterati esprimono fiducia in un’epoca di rinnovamento – ideale che troverà eco presso altri intellettuali tra cui Ugo Foscolo (1778-1827) e Giacomo Leopardi (1798-1837), e nutrirà l’epopea risorgimentale.

Cosa è cambiato da allora? L’Italia, sogno vagheggiato, è divenuta uno stato sovrano; l’idea di nazione che animò l’intellettualità servì a riunire le forze per un progetto unitario. Oggi però, l’unità è necessaria a ben altro, perché si tratta di salvare un pianeta, e viene fatto di chiedersi se l’italianità, con il tipo di linguaggio che la definisce, convincerebbe ancora Petrarca, Machiavelli o Alfieri. Lo straniero, o semplicemente l’Altro, è davvero un nemico?

Quando l‘identità nazionale fa erigere barriere, dimentichiamo la nostra appartenenza a un ecosistema universale. Il “barbarico sangue” scorre nelle vene di tutti, perché la nostra vera patria è sempre stata il mondo.

Ludovica Valentini

Leggi anche:

Questioni di italianità: Petrarca, Machiavelli, Alfieri

2 risposte a "Questioni di “italianità”: Petrarca, Machiavelli, Alfieri (2)"

Add yours

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Sito web creato con WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: